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Aristotele a 2.400 anni

© Panos/Fotolia

L’anno 2016 ha segnato il 2400° anniversario della nascita di Aristotele, probabilmente il più grande filosofo mai vissuto. Le sue conquiste intellettuali sono notevoli per la loro sorprendente ampiezza e, in filosofia, per la loro profonda e duratura influenza, che continua fino ai giorni nostri. Aristotele fu, tra i suoi molti altri successi, il primo scienziato naturale della storia (fu il pioniere dello studio della botanica e della zoologia), il primo teorico politico della storia, la prima persona a sistematizzare lo studio della logica (inventò il campo della logica deduttiva), la prima persona a classificare la conoscenza umana in discipline distinte, e la prima persona a stabilire un istituto di ricerca (il Liceo) e una biblioteca di ricerca per l’indagine collaborativa degli studiosi. Aristotele ha dato contributi rivoluzionari e fondamentali a tutti i principali campi della filosofia, tra cui (oltre alla logica) la metafisica, l’etica, l’estetica, la filosofia della mente e la psicologia filosofica, la filosofia politica, la filosofia della scienza e la storia della filosofia. Fu autore di più di 200 trattati, nessuno dei quali è sopravvissuto nella sua forma originale; le circa 30 opere esistenti consistono principalmente in note e bozze preliminari che Aristotele non ha mai avuto intenzione di pubblicare. In parte a causa del loro stato grezzo, la maggior parte dei lettori moderni, compresi molti filosofi, trovano questi testi difficili.

Aristotele nacque nel villaggio di Stagira, nella penisola macedone della Grecia settentrionale, nel 384 a.C. Suo padre, Nicomaco, era medico di corte di Amyntas III, re di Macedonia e nonno del futuro Alessandro Magno, che Aristotele notoriamente istruì (per due o tre anni), a partire da quando Alessandro aveva circa 13 anni. Dopo la morte del padre, Aristotele, ancora ragazzo, fu mandato dal suo tutore ad Atene, dove entrò nell’Accademia di Platone e lì rimase studente e collega di Platone fino alla morte di quest’ultimo 20 anni dopo. In seguito Aristotele visse ad Assus, sulla costa nord-occidentale dell’Anatolia; a Mitilene, sull’isola di Lesbo; e nella capitale macedone di Pella (dove fece da insegnante ad Alessandro). Verso il 335, mentre Alessandro stava conquistando il mondo, Aristotele tornò ad Atene e fondò il Liceo. Dopo la morte di Alessandro nel 323, il sentimento antimacedone ad Atene aumentò, e Aristotele temeva ragionevolmente per la sua vita. Dicendo che non voleva che Atene “peccasse due volte contro la filosofia” (un riferimento alla famigerata esecuzione di Socrate nel 399), fuggì a Calcide, sull’isola di Eubea, dove morì per cause naturali circa un anno dopo.

Il pensiero filosofico di Aristotele è convenzionalmente contrapposto a quello del suo maestro, Platone, l’unico altro filosofo che regge il confronto con lui. Aristotele rifiuta in particolare la teoria metafisica delle Forme di Platone, secondo la quale il mondo percepibile consiste in copie imperfette di archetipi ideali e immutabili, che solo sono veramente reali. Di conseguenza, Platone è considerato idealista, utopista e ultraterreno; Aristotele, realista, utilitarista e commonsensuale. Questo punto di vista si riflette nella famosa rappresentazione di Platone e Aristotele nell’affresco vaticano di Raffaello della Scuola di Atene: Platone indica il cielo e il regno delle Forme, Aristotele la terra e il regno delle cose.

È difficile sopravvalutare l’influenza della filosofia di Aristotele. Fu il fondamento della filosofia islamica medievale a partire dal VI secolo; plasmò in modo decisivo lo sviluppo della filosofia europea medievale a partire dal XII secolo, quando gli scritti di Aristotele furono riscoperti in Occidente, in parte attraverso i commenti degli studiosi islamici; e fu una corrente principale del pensiero filosofico e scientifico durante il Rinascimento. La filosofia di Aristotele fu così dominante durante il tardo Medioevo che ci si riferiva a lui semplicemente come Il Filosofo; Dante lo chiamava “il maestro di coloro che sanno”. Anche dopo la rivoluzione scientifica e l’Illuminismo del XVII e XVIII secolo, gran parte della scienza e della filosofia occidentali rimasero basate su concetti aristotelici. Oggi l’etica e la filosofia della mente di Aristotele sono una fonte importante di proficua teorizzazione filosofica, in particolare nello sviluppo del tardo XX secolo dell’etica della virtù, un’alternativa completamente aristotelica all’utilitarismo e alle teorie etiche basate sulle regole (deontologiche).

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